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"...il rigoroso e
straordinario Giampiero Cicciò che in tutto e per tutto alimenta i
meccanismi espressivi di questa creatura arcaica… Una gemma di cultura
“truccata”, con angoscia".
“…un vero monologo d’affezione, se si tiene conto che Cicciò si presenta
ed elabora linguaggio e comunicativa nei panni di un’anziana donna
siciliana, riuscendo a creare un tessuto
fenomenale di tempi, figure, comportamenti, aneddoti, astrazioni,
racconti amorosi e mitica aneddotica provinciale, un vero mosaico di
vita vissuta, vita virtuale, vita proiettata e vita travestita”. "Sul
palco una sedia, da dove prende le mosse il monologo di quest’anima in
solitudine interpretata magistralmente da Giampiero Cicciò, che ricorda
con la sua mimica, i più grandi talenti del cinema comico dove spesso
dietro il sorriso si nascondeva un senso di nostalgia…"
“…tra mimesi realistica
ed espressioni visionarie, bella prova di Giampiero Cicciò… che al
termine depone il suo travestimento e si mostra nella sua nuda verità di
attore dotato di intensi mezzi espressivi… Una Giovanna d’Arco trafitta
dal mondo”.
“…Cicciò offre
un’interpretazione estremamente interessante, sostenuta da una tecnica
impeccabile, raffinatissima: tutto il corpo è in maschera e l’attore
come un artigiano crea una meccanica perfetta… E, nell’assoluta
solitudine, compare l’uomo”.
“Eccezionale
interpretazione di Giampiero Cicciò, attore di spettacolare
espressività… che lascia lo spettatore nello spiazzamento più totale".
"...colpisce la bravura
di Giampiero Cicciò, capace di passare rapidamente dall’ironia al
dramma... risulta perfettamente calato, con pochi accorgimenti estetici,
in un ruolo così difficile... Grande prova d’attore".
"...le
puntuali entrate della musica fanno da contraltare alle battute di un
monologo gestito con maestria... Il volto di Giovanna d’Arco invade, con
un unico passo avanti, il boccascena tenuemente illuminato. Il pubblico lo
sente e, per un attimo, arretra, trattenendo il respiro; poi Cicciò
scioglie l’incantesimo, lo libera dalla tensione e l’osservatore, di
nuovo, può ridere... L’autore prende per mano l’esistenza, la conduce
con ironia leggera per un’ora e la rovescia all’improvviso in un finale
da gran teatro.".
"...un
testo che guarda alla vita sia dalla parte della commedia che della
tragedia... Una sedia, un attore, la musica... Giampiero Cicciò
emoziona". "Frigna,
sogghigna, parlucchia e impreca contro tutti questa Giovanna d'Arco d'un
sobborgo palermitano... Giampiero Cicciò, davvero bravo". "Giovanna
d’Arco di Borgovecchio è una prova d’attore solista di Giampiero
Cicciò, bella tecnica al servizio d’una ottima interpretazione… e la
ragion poetica è presentissima… Il reale e l’irreale si
sovrappongono, si mischiano il presente e l’assente… Il comico e il
drammatico conseguono entrambi dalla confusione delle menti: questo dice l’autore
del testo, Gianni Guardigli". "…un
testo bellissimo, toccante, musicale, che si trasforma in una prova d’attore
dell’eccellente Giampiero Cicciò". "Giampiero
Cicciò è semplicemente unico in questa interpretazione a tratti
irresistibilmente comica, da un retrogusto triste e agghiacciante… Uno
spettacolo decisamente consigliabile". "…bel
testo scritto da Gianni Guardigli che ha avuto come interprete uno
straordinario Giampiero Cicciò… Il monologo vive soprattutto del grande
talento del suo attore protagonista… A Cicciò il merito di aver reso lo
spettacolo un intenso esperimento scenico destabilizzante e carico di
emozioni…" "…nei
panni dell’atroce signora si cala Giampiero Cicciò, tutto una smorfia,
una ruga, una megera. Veramente bravo, intrigante, raffinato nella sua
insidiosa beghina dalle innumerevoli, stupide verità… il testo ruota
attorno all’attore, lo circuisce, lo accarezza e lo bacia: è lui a dar
corpo alle parole, alle immagini, ai sogni". "…incanta
la pièce messa in scena da Gianni Guardigli…abbiamo assistito ad una
vera e propria perla… Giovane e bravissimo attore, Giampiero Cicciò è
perfetto anche nei movimenti: niente che fosse fuori luogo o non
armonizzato con tutto il resto…". "…e
il successo lo ha meritato senz’altro Giampiero Cicciò che dello
spettacolo è l’applaudito protagonista: da incorniciare la sua
interpretazione della vecchietta… A piangere, a ridere, quasi in preda
ad un’incontrollabile follia emotiva, non si comprende bene se sia la
vecchia o il nipote… e in questa ambiguità finale sta l’ennesimo,
magnifico "coup de theatre" di Guardigli". "…il
risultato è una lingua che si fa completamente materia(le) di scena,
capace di trasmettere, grazie in primo luogo alla prova dell'interprete
solista, l'instabilità psichica della vecchia che abita un fatiscente
appartamento periferico di Palermo... Uno spettacolo che coinvolge il
pubblico con l’ironia delle battute, l’espressività del personaggio…
con le sue impennate poetiche…" "Ottima
prova quella offerta da Giampiero Cicciò, unico ed apprezzato
protagonista… l’attore si trova perfettamente a suo agio nell’interpretazione
dell’insolito ruolo di una vecchina della piccola borghesia della
provincia, martellata ed asfissiata dal quotidiano bombardamento mediatico…
i suoi pensieri si intersecano, pian piano, con il sogno, fino all’inverosimile…
Lunghi, a conclusione, gli applausi". |
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